UmbriaCON, per Federico Piermaria la passione diventa identità territoriale (video)

Dall’infanzia tra biglie e carte Magic The Gathering alla costruzione di un festival da 30.000 visitatori, l’imprenditore umbro si racconta a BN Podcast

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Noi di Assisi Eventi, testata edita da BN COM, abbiamo incontrato Federico Piermaria in occasione di un nuovo episodio di BN Podcast per un dialogo che è andato oltre il semplice racconto di un evento: è emerso il ritratto di un imprenditore, di un visionario e, prima ancora, di un appassionato che ha trasformato la cultura pop in un progetto identitario per il territorio umbro. La conversazione si è naturalmente evoluta come un viaggio: dall’infanzia agli esordi, dalle difficoltà ai successi più recenti.

Federico Piermaria, classe 1985, si definisce prima di tutto un curioso. Cresciuto “a biglie e giochi da tavolo” racconta di non essersi mai posto confini, ma di essersi sempre messo in discussione. Un atteggiamento che nasce presto e che lo accompagna in ogni fase della vita: sperimentare, creare, costruire.

Il primo incontro decisivo arriva a 14 anni, dopo il trasferimento da Assisi a Bastia Umbra: delle carte di Magic The Gathering viste, quasi per caso, in mano ad un conoscente, diventano la scintilla di un percorso che unisce gioco e intraprendenza. Da lì, scambi, tornei, relazioni con collezionisti, anche molto più esperti di lui. È il primo – ancora inconsapevole – laboratorio imprenditoriale.

Nel 2010 nasce “Dal Tenda”, una prima realtà strutturata, un’associazione che diventa presto punto di riferimento per tornei ed eventi, fino ad arrivare a livelli europei. Da quel nucleo si sviluppano un negozio, una distribuzione e persino una casa editrice nel settore giochi. I numeri crescono, così come la struttura: dipendenti, fatturato, relazioni internazionali.

Poi arrivano le difficoltà: cambiamenti improvvisi, equilibri che si rompono, un contesto che muta più velocemente di quanto si riesca a prevedere. Un settore spesso considerato “non essenziale” è tra i primi a risentirne. Il risultato è una battuta d’arresto che Piermaria racconta senza retorica, non come una sconfitta definitiva ma come una delle lezioni più importanti della sua vita. Responsabilità assunte in prima persona, impegni affrontati con serietà, relazioni tutelate. Ed è proprio da quel momento che prende forma la ripartenza. (Continua dopo il video podcast)

L’idea di UmbriaCON nasce prima del fallimento, ma trova la sua realizzazione solo dopo: l’esperienza maturata in anni di fiere – da Lucca Comics&Games vissuta come visitatore, espositore e allestitore – diventa il bagaglio perfetto per creare qualcosa di nuovo “a casa propria”. Il polo fieristico di Umbriafiere a Bastia Umbra si trasforma così in un festival che non è solo comics&games, ma un’esperienza immersiva, un luogo dove il pubblico vive l’evento a 360 gradi. Il successo arriva tra famiglie, bambini, appassionati storici, giovani e giovanissimi.

La terza edizione di UmbriaCON, appena conclusa, ha superato i 30.000 visitatori. Un risultato importante, soprattutto in un momento di flessione generale del settore fieristico. Ma, come racconta Piermaria, il vero segnale del successo è arrivato prima dell’apertura dei cancelli: l’entusiasmo degli espositori, la partecipazione spontanea degli ospiti, la percezione diffusa di trovarsi davanti a qualcosa che stava crescendo davvero.

Il tema “Cult”, scelto per l’edizione 2026 è il filo conduttore che attraversa fumetto, gioco, cinema, arte e creatività. Una visione confermata anche dalla presenza di grandi nomi internazionali tra cui Simon Bisley, autore della cover ufficiale, simbolo del desiderio di uscire dagli schemi. Una delle qualità migliori di UmbriaCon è la capacità di parlare a diverse generazioni: dal fumetto classico al manga contemporaneo, dal retro-gaming ai videogiochi più innovativi, dai giochi da tavolo storici come Bang! – nato in Umbria grazie a DV Games – fino a workshop, panel e attività creative.

L’intervista a Federico Piermaria, andata in onda su BN Podcast, è la storia di una generazione che si è adattata al cambiamento, di un imprenditore che ha scelto la libertà, ha attraversato il fallimento e ne ha fatto un punto di ripartenza. Ed è anche la dimostrazione che, quando visione, territorio e passione si incontrano, possono nascere progetti capaci di lasciare il segno.

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